“Io pago la mia quota…”

Dietro la passione del volo che ci accomuna c’è anche chi lavora dietro le quinte, spesso togliendo tempo ai propri familiari o a impegni di altro genere, perché tutta l’attività dei soci volatori avvenga nel migliore dei modi.

Farebbe piacere a tutti poter arrivare comodamente in qualsiasi decollo del club e trovare l’erba in condizioni ideali (o la neve già “pestata” d’inverno) ad ogni occasione, essere circondato da numerose maniche a vento sempre nuove, non notare neppure l’alberello che cresce un po’ troppo perché ridimensionato ad altezza giusta in modo da decollare in assoluta sicurezza, e dopo il volo arrivare in un atterraggio bello rasato con maniche a vento stile aeroporto; ed ovviamente prima di questo poter programmare il proprio decollo da casa grazie a tutte le stazioni meteo e webcam live intorno ai decolli sempre ben funzionanti.

“D’altronde… io pago la mia quota, ho il diritto di avere un servizio…”
Naturalmente sappiamo che se ragionassimo veramente così la quota annuale, considerando anche l’esiguo numero dei soci, sarebbe probabilmente diverse decine di volte quella attuale, ma è sempre bene ricordarlo.

Il club non è una azienda fornitrice di servizi, tutti gli acquisti vengono fatti solo se ritenuti indispensabili e puntando sempre al massimo risparmio. Tante attività si reggono praticamente sul “volontariato”, e tale sistema può funzionare solo se tutti coloro che frequentano i nostri decolli, siano essi piloti effettivi o associati, cercano di dedicare un po’ di se stessi alla collettività, nei limiti delle proprie possibilità, tempo e capacità.

Di tale attività un ringraziamento va indubbiamente al Presidente, che svolge gli impegni “istituzionali” in un modo che probabilmente chiunque altro del club non riuscirebbe a fare. Ricordiamo i continui rapporti con le autorità di ogni livello, sia “politiche” che “agricole” che “commerciali” per riuscire a strappare un permesso di transito, l’autorizzazione per un nuovo decollo, un buon prezzo per un’assicurazione, e tante altre attività per le quali è impossibile non riconoscere, oltre ad una spiccata conoscenza di sapere “come muoversi” nelle situazioni più disparate, le elevate capacità di “public relation” del nostro Presidente.

Un ringraziamente speciale a tutti i soci che ci “hanno creduto” e hanno permesso la costituzione dell’associazione “Try to Fly”, permettendo che nella nostra zona di volo continui ad essere presente una scuola di volo di parapendio, in modo da portare giovani piloti nel club contribuendo al ricambio generazionale e ad aumentare il numero degli appassionati agli sport dell’aria.

Tra questi ringraziamenti ricordiamo, pur senza menzionarli per il rischio di dimenticare qualcuno, anche tutti coloro che dedicano il proprio tempo a tale attività: a chi dà una mano in campo scuola con gli allievi, a chi segue il sito web, a chi taglia l’erba dei decolli e atterraggi, a chi si occupa delle stazioni meteo, delle maniche a vento, e di tutte le altre attività intellettuali e manuali necessarie perché tutti i soci ne traggano il massimo beneficio, e si invitano tutti i piloti ad accrescere tale “gruppo” per un miglior funzionamento del club.

Alcune immagini dei lavori di quest’estate:

il Presidente al decollo di Campora

il Presidente al decollo di Campora
(sì, alle prese con il tagliaerba ricorda l’horror “non aprite quella porta”)

Enzo al decollo di Campora

Enzo al decollo di Campora
(non immaginava che tagliare l’erba fosse come disboscare l’Amazzonia con un machete)

il Presidente e Mirco al decollo di Rusino

il Presidente e Mirco al decollo di Rusino
(ultimi ritocchi per fare i “precisini”)

Enzo e Gianluca alla stazione meteo di Rusino

Enzo e Gianluca alla stazione meteo di Rusino
(“sei-due-sei cosa???”)

la Jimny di GP al decollo di Campora

la Jimny di GP al decollo di Campora
(se la strada non è difficoltosa il pilota non si diverte… i passeggeri forse un po’ meno…)

Micro e il Presidente al trespolo a Tizzano

Mirco e il Presidente alle prese con il trespolo a Tizzano
(“facciamo a chi trova primo l’acqua”)